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Alberto Canessa correrà per Amri Onlus al Tor dés Geants, ecco il suo video di presentazione e l’invito a donare per la ricerca sulle malattie reumatiche infantili, dalla nostra pagina Facebook seguiremo la sua avventura lungo i 330 km del TOR

Ecco come Alberto racconta la sua scelta di sostenere Amri:

Il Tor è metafora di vita: la sfida è con se stessi.
Quando cala la notte, quando il sentiero sale, ci sei solo tu. La fatica, il disagio, il dolore non si possono evitare, fanno parte della sfida. A costo di risultare banale e moralista: alcuni ostacoli possono essere più grandi e seri di altri, ma nella vita non ci si può ritirare, non c’è nessun elicottero che ti porta a casa. Sei tu contro quella salita, contro quell’oscurità. E vai avanti, perché non c’è altro da fare. Oltre quell’ostacolo, oltre quel colle, oltre quel limite.

Il Tor è metafora di vita.
Non si è soli ad affrontare questa sfida. Siamo in pochi e rari pazzi, si, ma tutti uniti dalla determinazione e dalla volontà di testare i propri limiti. Non sei solo perché il calore dei tantissimi volontari presenti lungo il percorso è qualcosa di incredibile e solo grazie a loro la nostra sfida può proseguire. Non sei solo perché ci sarà un parente ad aspettarti alla prossima base vita, un viso noto a venirti incontro al rifugio, un amico da chiamare nei momenti difficili, uno che ti seguirà tappa per tappa da internet ed un altro che ti scriverà per incitarti e distrarti un po’ (quindi ricordatevi di me, eh!).

Il Tor è metafora di vita: il vincitore non è (solo) chi taglia per primo il traguardo.
Il vincitore è chi si alza dal divano, chi si mette in moto, chi fa ciò ama, chi insegue i propri sogni. Il mio è quel taglio nella roccia a quasi 3000m sopra Courmayeur, chiamato Col de Malatrà.

Ricordatemi anche questo, se dovessi diventare davvero pessimista durante il cammino, perché le motivazioni bisogna trovarle dentro di se, ma a volte serve qualcuno di esterno per ricordarcele nei momenti bui.

Il Tor però è prima di tutto un’avventura . Poi può essere metafora di vita, ma non è LA vita.

Per me è una sfida, la più grande di tutte ed onorerò fino in fondo la fortuna che ho a poter essere alla partenza. Però è qualcosa che ho scelto, così mi è venuto inevitabile pensare, dopo anni di scout e dopo il tirocinio all’Istituto Giannina Gaslini, ai tanti che questi ostacoli non se li sono scelti.

Penso ad esempio ai piccoli seguiti da Amri Onlus

Questi bambini e le loro famiglie devono affrontare ogni giorno sfide molto più grosse di quella che ho scelto per me.

Si parla poco di queste malattie, il nome può fare pensare a una cosa “leggera”, ma messe insieme rappresentano ancora la principale causa di invalidità nei bambini, ed essendo autoimmuni, allo stato attuale possono essere tenute sotto controllo con terapie personalizzate che possono essere anche molto dolorose e invasive, ma non possono essere curate definitivamente.

Per questo spero che attraverso la mia partecipazione al Tor dés Geants, i miei familiari, gli amici e chi mi segue possano conoscere questa malattia e sostenere Amri Onlus (basta un click > paypal.me/amrionlus), che in questi anni ha fatto moltissimo per la ricerca, arrivando oggi a un livello di cura che solo venticinque anni fa, quando è nata l’associazione, sarebbero stati inimmaginabili.

La capacità di tener duro, di non farsi scoraggiare dalle difficoltà e soprattutto il poter fare affidamento su volontari e amici per me sono piccoli elementi di una grande sfida, ognuno dei quali è però una realtà costante nella vita di questi bambini e delle loro famiglie