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La leggenda di Catello Mari in un libro

Il libro di Fabrizio Prisco “L’ultimo giorno del Leone”, edito da Areablu e dedicato alla figura di Catello Mari è stato presentato il 12 Aprile 2017, presso la Mediateca Marte di Cava dè Tirreni, alla presenza di una folto pubblico di tifosi ed ex calciatori.

Il volume esce undici anni dopo la scomparsa del difensore della Cavese e intende ripercorrere le tappe della sua vita in una maniera decisamente originale.

Hanno partecipato alla manifestazione il colonnello Giuseppe Mari, papà del giovane calciatore prematuramente scomparso, il sindaco di Cava de’ Tirreni Vincenzo Servalli, il presidente dell’As- sociazione Giornalisti Cava – Costa d’Amalfi “Lucio Barone” Emiliano Amato, il corrispondente della “Gazzetta dello Sport” Mauro Senatore che ha scritto la prefazione, il dott. Vincenzo Sena- tore, pm della DDA di Salerno e il dott. Gabriele Bona, presidente dell’AMRI (Associazione per le Malattie Reumatiche Infantili). Il ricavato della vendita del libro, infatti, sarà interamente devoluto, per volere della famiglia Mari e grazie alla disponibilità dell’editore Gerardo Di Agostino, all’asso- ciazione che opera all’interno dell’Istituto Gaslini di Genova, per l’istituzione di una borsa di stu- dio per la ricerca. La serata è stata condotta dal giornalista Andrea De Caro.

L’attore e regista cavese Andrea Adinolfi ha letto alcuni brani del libro. Il 15 aprile 2006, battendo il Sassuolo per 2-1, la Cavese conquista la promozione in C/1. La mattina dopo, all’alba, Catello Mari, il suo giocatore più amato, muore in un incidente stradale pochi metri dopo il casello di Castellammare di Stabia. Questo libro intende ripercorrere, romanzandolo, l’ultimo giorno del calciatore stabiese di nascita ma cavese d’adozione.

Dal ritiro di Serino, attraverso aneddoti, flashback e le testimonianze di chi gli ha voluto bene, la narrazione ricostruisce tutta la sua vita: l’infanzia a Roccapiemonte, il Ragioneria a Cava, i primi passi nel mondo del calcio, l’esplosione a Caserta e il biennio d’oro con gli aquilotti agli ordini di Campilongo, durante il quale Mari si impone all’attenzione degli addetti ai lavori come uno dei migliori difensori della serie C.

Le gesta sportive, il rapporto con amici e familiari e il legame con i compagni di squadra ci restituiscono in queste pagine un campione di grande umanità, la cui scomparsa non ha fatto altro che accrescerne il mito ed alimentarne la leggenda.

Oltre la cronaca, personalmente ho vissuto, ancora una volta, una grande emozione, cosa che mi è capitata in tutte le occasioni in cui mi sono recato a Cava dei Tirreni per AMRI.
Il ricordo di questo giovane atleta la cui scomparsa ha fatto da volano per tantissime iniziative di solidarietà, il calore e la generosità della gente e le cattive notizie sulla salute del nostro caro Salvatore Bove, artefice di tante iniziative per Amri, hanno reso ancor più particolare questo evento.

Non mi resta che concludere con un grazie di cuore a tutti i protagonisti per questa ulteriore prova di vicinanza ai nostri bambini ammalati: alla famiglia Mari, all’autore del libro Fabrizio Prisco, alla casa editrice Areblu, alla società Cavese Calcio e a tutta la città di Cava dè Tirreni. Tantissima riconoscenza e un carissimo ricordo per Salvatore che nel frattempo ci ha lasciati in modo prematuro e improvviso, resterà nel nostro cuore e sarà sempre nostro esempio per la vita e per l’attività associativa!

Gabriele Bona