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Una cura migliore per i nostri bambini:

UNA DIRETTIVA EUROPEA IN AIUTO AI BAMBINI:
REGOLE SUI FARMACI IN ETÀ PEDIATRICA


Dott. Nicola Ruperto



Senza l'interessamento delle Istituzioni europee (Parlamento Europeo ed EMEA) le sperimentazioni cliniche per stabilire l'efficacia e la sicurezza dei farmaci in età pediatrica non vengono effettuati.
Occorrerebbe una direttiva europea simile a quella americana per assicurare ai bambini europei gli stessi diritti degli adulti nell'utilizzo di farmaci sperimentati in modo idoneo e completo. 
È importante naturalmente sottolineare quanto sia fondamentale la partecipazione, da parte dei genitori e dei loro bambini, agli studi per valutare l'efficacia di nuovi farmaci.

I bambini sono colpiti da malattie simili a quelle degli adulti e vengono perciò frequentemente trattati con gli stessi farmaci. Spesso le malattie pediatriche portano a importanti disabilità che richiedono un lungo periodo di tempo per essere curate, con la conseguenza di determinare la perdita di notevoli risorse dal punto di vista sociale, facendo perdere molti giorni di scuola ai bimbi e giorni di lavoro per i genitori, e diminuendo l'indipendenza delle famiglie.
Le malattie pediatriche comprendono, tra le altre, una serie di malattie, spesso croniche, chiamate "malattie orfane" o "malattie rare"; queste sono, secondo la definizione comunitaria, quelle che colpiscono meno di 5 persone ogni 10.000. Come esempio si possono ricordare le malattie reumatiche pediatriche (l'artrite cronica giovanile, il lupus eritematoso sistemico giovanile, la dermatomiosite giovanile, ecc.), le forme di leucemia infantile, il diabete giovanile, l'asma pediatrico, ecc.
Tutte queste malattie croniche dovrebbero essere al centro di intense ricerche aventi lo scopo di migliorarne il decorso e, possibilmente, di curarle. Ogni terapia per bambini dovrebbe infatti avere come obiettivo primario la cura, o almeno il controllo della malattia, la prevenzione della disabilità, e il miglioramento della qualità di vita.
Tuttavia, per svariate ragioni, è estremamente difficile trovare fondi per effettuare le sperimentazioni per valutare l'efficacia dei farmaci per bambini. Le case farmaceutiche, per esempio, hanno uno scarso interesse a finanziare studi su questi farmaci perché il loro mercato è ristretto e la durata di questi studi è in genere molto lunga.
Il risultato è che molti dei farmaci attualmente in uso non sono mai stati sperimentati, o sono stati sperimentati solo parzialmente sui bambini e quindi, spesso, sul foglietto illustrativo della medicina manca l'indicazione specifica per l'uso in età pediatrica.
Per far fronte a questi problemi nel Maggio 1996 presso la Pediatria Generale e Reumatologia dell'Università degli Studi di Pavia dell'IRCCS Policlinico S. Matteo, è stata fondata una rete internazionale chiamata "Paediatric Rheumatology International Trials Organisation-PRINTO" (Organizzazione Internazionale per Sperimentazioni in Reumatologia Pediatrica).
PRINTO, cui inizialmente aderivano 14 paesi Europei, ora comprende 37 paesi del mondo, accomunati dall'obiettivo di facilitare e coordinare lo sviluppo, la gestione e l'analisi delle sperimentazioni con farmaci su bambini con malattie reumatiche: PRINTO esegue le sperimentazioni sui farmaci con o senza il sostegno economico delle case farmaceutiche. 
Nel 1997 PRINTO ha ottenuto, nell'ambito del quarto programma quadro, un primo finanziamento triennale dall'Unione Europea (contratto BMH4-983531 CA 1998-2001) per svolgere, come spiega il titolo "Una sperimentazione clinica randomizzata e controllata attivamente per valutare l'efficacia del metotrexate in dosi medie verso alte in bambini con artrite cronica giovanile che non hanno risposto a dosi standard di metotrexate". E' importante sottolineare che i fondi per la conduzione di questo studio provengono interamente dall'Unione Europea, senza alcun sostegno da parte di case farmaceutiche. La sperimentazione è stata progetta sugli standard correnti di cura in modo tale che il costo dell'assistenza sanitaria, i farmaci, le visite ambulatoriali e il monitoraggio di laboratorio vengano pagati con il consueto metodo di rimborso sanitario esistente in ciascuno dei paesi partecipanti allo studio (ad esempio il Servizio Sanitario Nazionale in Italia). Ad oggi PRINTO è stato in grado di trovare 630 pazienti provenienti da 20 paesi diversi.
E' interessante notare che l'approvazione da parte del comitato etico è stata rifiutata in altri 5 paesi per le seguenti motivazioni: mancanza di copertura assicurativa (coperta dai singoli ospedali nei paesi partecipanti), mancanza di fornitura gratuita del farmaco (rimborsato dal sistema sanitario nazionale dei vari paesi partecipanti), mancanza di sostegno da parte di una casa farmaceutica!
PRINTO ha ottenuto poi ottenuto un secondo finanziamento triennale dall'Unione Europea (contratto QLG1-CT-2000-00514 2000-2003) per definire le variabili da utilizzare per valutare la risposta ai farmaci in future sperimentazioni cliniche nel lupus eritematoso sistemico giovanile e nella dermatomiosite giovanile.
Un terzo finanziamento dall'Unione Europea (contratto 2001/RD/10003 2001-2003) ha invece come scopo la traduzione in tutte le lingue dei paesi aderenti di documenti, preparati da esperti del settore, da indirizzare alle famiglie per spiegare cosa sono, come si curano e dove si curano le malattie reumatiche pediatriche. Nell'ambito di questo finanziamento è poi prevista la creazione di una pagina Internet contenente le ultime informazioni su queste malattie, e la preparazione di una mappa europea aggiornata di tutti i centri che si occupano della cura delle malattie reumatiche pediatriche, nonché di tutte le associazioni che aiutano le famiglie interessate.

I problemi affrontati da PRINTO nel reperire fondi e nel collaborare con le case farmaceutiche, sottolineano chiaramente le difficoltà relative alla progettazione e alla gestione pratica di sperimentazioni nelle malattie rare pediatriche e in pediatria in generale, specie se l'obiettivo è la registrazione presso le autorità di controllo (European Medical Evaluation Agency - EMEA, Ministero della Sanità Italiano). Uno studio su base europea ha dimostrato che circa il 67% dei farmaci utilizzati negli ospedali pediatrici non contiene l'indicazione per uso pediatrico sul foglietto illustrativo.
Nel tentativo di risolvere questo problema l'EMEA ha emesso nel 1997 una direttiva europea sulle sperimentazioni sui farmaci in età pediatrica: questa direttiva incoraggia semplicemente le case farmaceutiche interessate alla sperimentazione di nuovi farmaci a sperimentarli, se appropriato, sui bambini. In altre parole non esiste alcun obbligo in merito per le case farmaceutiche.
La Food and Drug Administration (FDA) degli Stati Uniti ha invece emesso la cosiddetta "direttiva pediatrica". Questa direttiva, in vigore dal 1° aprile 1999, specifica le "Regole richieste ai produttori per assicurare la sicurezza ed efficacia di nuovi farmaci e prodotti biologici in età pediatrica". Viene quindi richiesto alle case farmaceutiche di studiare sui bambini tutti quei prodotti con possibile rilevanza in età pediatrica, e di rendere queste informazioni disponibili per tutti (modificazione del "Food and Drug Administration Modernization Act" del 1997).