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È molto difficile scrivere di una persona che non è più tra noi, perché vengono in mente tanti ricordi e non si riesce a fermarli. Per i lettori del nostro giornalino vorrei dire innanzi tutto chi era la signora Annamaria Camporese, vedova Dadò, e cosa ha fatto per Amri.

Annamaria era da sempre una amica di famiglia, una donna gentile e generosa che è stata accanto a suo marito per oltre sessant’anni, amandolo profondamente, sostenendolo nel suo delicato lavoro di giudice e standogli vicina con dedizione e infinita pazienza nella sua vecchiaia e malattia.

Lei stessa per tantissimi anni ha combattuto contro un cancro maligno al seno con coraggio e senza smettere di lottare e sperare.

Siamo stati non solo amici ma anche solidali nel percorso difficile e doloroso della malattia.

Quando nostra figlia Matilde si è ammalata non sono servite molte parole, è bastato guardarsi negli occhi. Anna Maria ha sempre ascoltato quello che Amri faceva e fa per i piccoli pazienti dell’ospedale Gaslini e non ci ha mai dimenticato.

Quando ha saputo che avrebbe raggiunto in breve tempo il suo amato marito, ha deciso di lasciare una cifra importante alla nostra associazione.

Questa generosa somma ci permetterà di poter sostenere un importante progetto di ricerca fortemente caldeggiato dal Professor Angelo Ravelli (Responsabile U.O.C. Clinica Pediatrica e Reumatologia del Gaslini) e che vedrà coinvolto per alcuni anni il dott. Stefano Volpi, ricercatore molto stimato, apprezzato e riconosciuto a livello internazionale.

Non occorre certo sottolineare come la ricerca rappresenti per noi genitori di questi bambini l’unica speranza per poter non solo curare ma arrivare alla guarigione di molte malattie.

Ci auguriamo che l’esempio della nostra Anna Maria possa essere uno stimolo anche per altre persone.

Il 14 luglio 2016 si è spenta nella sua casa di Bolzano e accanto a lei c’era il suo amico prezioso che le è stato vicino nei momenti lieti e ancor di più in quelli tristi: mio padre.

Senza l’amicizia e la stima profonda che legava queste due persone non si sarebbe potuto concretizzare questo atto di grande amore per il prossimo.

Francesca