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LA SCUOLA E I BAMBINI CON MALATTIE CRONICHE – Nuovo progetto LEO /
A.M.R.I.
Durante l’assemblea Generale dei Leo che si è tenuta il 21.4.2001 a Venezia è stata approvata la nostra richiesta di realizzare un programma di informazione di massa nelle scuole, programma volto alla sensibilizzazione di insegnanti, alunni, genitori e personale non docente su un tema molto importante finora sistematicamente trascurato: come affrontare il problema della malattia cronica del bambino in ambito scolastico.
L’A.M.R.I., in questa prima fase, si è impegnata a raccogliere il maggior numero possibile di informazioni su questo tema, cominciando con l’intervistare i genitori per conoscere fatti ed esperienze personali, e per scoprire se e come questo problema è stato affrontato, così da realizzare un questionario da distribuire ai pazienti, agli insegnanti, ai genitori.
Vi invitiamo pertanto a scriverci o a inviarci e-mail con idee, esperienze e suggerimenti in merito alle problematiche da trattare nel questionario. Il vostro contributo renderà più completo e utile il risultato della nostra ricerca, tornando a beneficio di tutti.
Pubblichiamo di seguito alcune considerazioni che sono state illustrate nel corso dell’assemblea LEO.
“... La scuola per il bimbo ha la stessa importanza del lavoro per l’adulto. E’ uno dei luoghi principali in cui egli apprende a diventare una persona autonoma, produttiva, indipendente, in grado di mantenere se stessa. Spesso un adeguato sviluppo emotivo, in particolare dell’adolescente, dipende dal successo a scuola, inteso non tanto e non solo come profitto scolastico, ma come capacità di comunicare, di essere accettato e apprezzato dai coetanei. L’insuccesso genera depressione, perdita della stima di sé, atteggiamenti antisociali. Il bambino con malattia cronica ha perciò il diritto che la scuola risponda alle sue necessità.
Alcuni bambini possono richiedere solo degli aggiustamenti minori dei programmi scolastici o delle attività fisiche, altri solo il permesso di prendere medicine; viceversa i bambini più compromessi richiedono uno sforzo integrato che coinvolge gli educatori e le strutture della scuola. Tra i bambini più compromessi figurano certamente i bimbi con artrite cronica giovanile severa ed è opportuno che le classi in cui vengono inseriti siano per esempio programmate con un numero di alunni inferiore alla media. La collaborazione e l’adeguata preparazione degli insegnanti e del personale della scuola sono determinanti per aiutare i bambini con disabilità, in particolare durante l’età adolescenziale, a sentirsi degni di interesse ed attraenti nonostante i loro handicap, oltre che a risolvere nel migliore dei modi i problemi pratici connessi con l’handicap stesso.La gestione delle malattie croniche in età pediatrica non si risolve, quindi, con il solo trattamento medico, ma deve comprendere un’adeguata gestione dei problemi della vita quotidiana per tutto l’arco della giornata, ed in particolare durante le ore scolastiche, in modo da permettere al bambino di divenire un adulto equilibrato, in grado di mantenere se stesso e pienamente inserito nella società.”
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